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Un giorno visitai casa Depero a Rovereto, a due passi dalla nostra scuola, e tra documenti, didascalie di tavolini e sedie, lessi e rilessi la parola “Buxus”.
Mi informai e scoprii la straordinaria storia di questo prodotto nato durante l’epoca del Futurismo, oramai finito nel dimenticatoio.
Il Buxus, per chi ancora non lo conoscesse, è un materiale “artificiale” elastico, solido, dalle venature marmoree ed applicabile ai mobili e ad ogni specie di rivestimento. È stato inventato durante gli anni Trenta, dall’idea di un cartiere piemontese, per riutilizzare gli scarti cartacei, è infatti ottenuto da un processo di ossificazione della cellulosa: insomma oggi potrebbe essere definito un materiale ecologico.
Quando mi è stato chiesto di trovare un nome per il blog scolastico, quindi, ho pensato immediatamente a Buxus, perché questo, utilizzato da Depero per realizzare rivestimenti di tavolini e altri svariati oggetti , fu definito e celebrato dallo stesso come ‘sperimentale’, ‘innovativo’ – un po’ come è stato concepito questo blog – e ‘autarchico’ perché riguardante la nostra magica scuola.
E per i più curiosi propongo qui sotto, una piccola bibliografia sull’argomento:
• Daniela Bosia: Il Buxus: un materiale “moderno”, Franco Angeli, 2005.
• Emilia Garda, Il Buxus, Marsilio, 2000.

Camilla Dalla Bona

 

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